Napoli
Un weekend alla scoperta della bellezza obliqua e anarchica di Napoli tra sacro e profano, arte e irresistibili tentazioni culinarie




Descrivere Napoli in poche parole è impossibile: è una città a cui non si possono applicare toni neutri, non puoi dire che "ti piace": te ne devi innamorare. E non è difficile lasciarsi sopraffare dalla sua bellezza obliqua e anarchica, talmente intensa da farsi perdonare anche quel lato oscuro che nasconde e che la rende pericolosa, eccessiva, a volte brutale.
Visitare la città considerata il gran finale del Grand Tour offre un viaggio "attraverso lo specchio", alla volta di un luogo dove le contraddizioni sono il pane quotidiano e dove sacro e profano si mescolano continuamente, ad ogni angolo di strada.
Il clamore assordante del traffico e delle conversazioni della gente fa parte del fascino delle vie partenopee, ma anche Napoli ha le sue oasi di pace: una di queste è ilChiostro delle Clarisse nella Chiesa di Santa Chiara, punteggiato dal glicine e decorato con piastrelle di maiolica colorate, un'altra ilConservatorio San Pietro a Majella, dove si può dare uno sguardo al meraviglioso cortile accompagnati dalle note delle prove degli studenti.
Caravaggio, in fuga dalla accuse di omicidio, soggiornò per un anno nei quartieri spagnoli, abbastanza per creare una serie di opere che sarebbero state la base per la nascita dello stile barocco in pittura. Tra queste spicca Le Sette opere di Misericordia, che orna l'altare maggiore della chiesa parte del complesso del Pio Monte della Misericordia, la cui collezione è stata tra l'altro appena ampliata con alcune opere di arte contemporanea. A proposito di arte contemporanea, la linea 1 della metropolitana è un vero e propriomuseo in incognito: alla stazione di Cilea - Quattro Giornate potete ammirare un'opera del nostro cicerone, l'artista napoletana Marisa Albanese.
La città dalle 500 cupole con le sue decorazioni spettacolari ed eccessive ha però un'anima eminentemente barocca e la Cappella Sansevero, dove è esposto l'incredibile Cristo Velato di Sanmartino, ne è un compendio imperdibile; la Chiesa di San Domenico Maggioreinvece è una sapiente combinazione di gotico e barocco e, oltre ad aver ospitato alunni illustri come Giordano Bruno e Tommaso Campanella, offre la possibilità di visitare la cella che fu di San Tommaso d'Aquino.
In tema di filosofia, dopo aver visitato l'Istituto per gli Studi Filosofici si possono scovare introvabili libri antichi da Grimaldi o alla Libreria Colonnese (che tiene anche nuove edizioni), e se invece un libro dovete ripararlo c'è la Legatoria Artigiana nello stupendo Palazzo Marigliano. Un'occhiata la merita anche il Liutaio in Via San Sebastiano, mentre per l'abbigliamento consigliamo lo stile intramontabile di London Napoli e gli accostamenti inconsueti diMelinoi Et La Compagnie Chinoise. Sempre a cavallo tra ricerca e tradizione ci sono le creazioni delle gioiellerie Matermatuta e Asad Ventrella.
I napoletani sono famosi per la loro innata teatralità, e non si può non visitare lo stupendo Teatro di San Carlo, magari facendo anche una puntatina di fronte, al Gran Caffè Gambrinus, per riprendere un attimo il respiro. Ma solo per un attimo. Anche perché quando si parla di buon cibo, val bene il detto "Vedi Napoli e poi muori": trattenersi è impossibile, e una città che sorge vicino ad un vulcano ancora attivo ti sprona ad abbracciare la filosofia del carpe diem, almeno nell'ambito culinario.
Il miglior gelato alla nocciola lo si trova alla gelateria Bilancione, per quello al cioccolato amaro (e non solo) è invece insuperabile Gay-Odin. Il famoso caffè napoletano potete gustarlo alla pasticceria Moccia, mentre per un pasto vero e proprio consigliamo i sapori raffinati de La stanza del Gusto o le originali creazioni di Veritas e de L'Ebbrezza di Noè. Irrinunciabile anche una sosta all'Osteria Il Garum, per provare la tipica cucina partenopea, e al Ristorante da Fefè, fuori Napoli, a pochi passi dal mare.
Visitare la città considerata il gran finale del Grand Tour offre un viaggio "attraverso lo specchio", alla volta di un luogo dove le contraddizioni sono il pane quotidiano e dove sacro e profano si mescolano continuamente, ad ogni angolo di strada.
Il clamore assordante del traffico e delle conversazioni della gente fa parte del fascino delle vie partenopee, ma anche Napoli ha le sue oasi di pace: una di queste è ilChiostro delle Clarisse nella Chiesa di Santa Chiara, punteggiato dal glicine e decorato con piastrelle di maiolica colorate, un'altra ilConservatorio San Pietro a Majella, dove si può dare uno sguardo al meraviglioso cortile accompagnati dalle note delle prove degli studenti.
Caravaggio, in fuga dalla accuse di omicidio, soggiornò per un anno nei quartieri spagnoli, abbastanza per creare una serie di opere che sarebbero state la base per la nascita dello stile barocco in pittura. Tra queste spicca Le Sette opere di Misericordia, che orna l'altare maggiore della chiesa parte del complesso del Pio Monte della Misericordia, la cui collezione è stata tra l'altro appena ampliata con alcune opere di arte contemporanea. A proposito di arte contemporanea, la linea 1 della metropolitana è un vero e propriomuseo in incognito: alla stazione di Cilea - Quattro Giornate potete ammirare un'opera del nostro cicerone, l'artista napoletana Marisa Albanese.
La città dalle 500 cupole con le sue decorazioni spettacolari ed eccessive ha però un'anima eminentemente barocca e la Cappella Sansevero, dove è esposto l'incredibile Cristo Velato di Sanmartino, ne è un compendio imperdibile; la Chiesa di San Domenico Maggioreinvece è una sapiente combinazione di gotico e barocco e, oltre ad aver ospitato alunni illustri come Giordano Bruno e Tommaso Campanella, offre la possibilità di visitare la cella che fu di San Tommaso d'Aquino.
In tema di filosofia, dopo aver visitato l'Istituto per gli Studi Filosofici si possono scovare introvabili libri antichi da Grimaldi o alla Libreria Colonnese (che tiene anche nuove edizioni), e se invece un libro dovete ripararlo c'è la Legatoria Artigiana nello stupendo Palazzo Marigliano. Un'occhiata la merita anche il Liutaio in Via San Sebastiano, mentre per l'abbigliamento consigliamo lo stile intramontabile di London Napoli e gli accostamenti inconsueti diMelinoi Et La Compagnie Chinoise. Sempre a cavallo tra ricerca e tradizione ci sono le creazioni delle gioiellerie Matermatuta e Asad Ventrella.
I napoletani sono famosi per la loro innata teatralità, e non si può non visitare lo stupendo Teatro di San Carlo, magari facendo anche una puntatina di fronte, al Gran Caffè Gambrinus, per riprendere un attimo il respiro. Ma solo per un attimo. Anche perché quando si parla di buon cibo, val bene il detto "Vedi Napoli e poi muori": trattenersi è impossibile, e una città che sorge vicino ad un vulcano ancora attivo ti sprona ad abbracciare la filosofia del carpe diem, almeno nell'ambito culinario.
Il miglior gelato alla nocciola lo si trova alla gelateria Bilancione, per quello al cioccolato amaro (e non solo) è invece insuperabile Gay-Odin. Il famoso caffè napoletano potete gustarlo alla pasticceria Moccia, mentre per un pasto vero e proprio consigliamo i sapori raffinati de La stanza del Gusto o le originali creazioni di Veritas e de L'Ebbrezza di Noè. Irrinunciabile anche una sosta all'Osteria Il Garum, per provare la tipica cucina partenopea, e al Ristorante da Fefè, fuori Napoli, a pochi passi dal mare.
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